Ritornare a vivere: la storia di Karim e Souad

Come volontario alla Caritas, spesso incontro persone con storie difficili. Mi ritengo fortunato quando mi viene permesso di essere testimone, con le mie immagini, delle vite delle persone che conosco in questi frangenti.

Data la natura delle situazioni che devono affrontare, la maggior parte delle persone che chiedono aiuto sceglie di mantenere il riserbo su periodi della propria vita che non sono andati come avrebbero dovuto e come loro stessi per primi avrebbero desiderato.

Questa è la storia di Karim e Souad, che ho incontrato a Vicenza.
Karim e Souad mi hanno colpito grazie alla loro determinazione, alla forza d’animo e alla voglia di non arrendersi, che spesso (se non sempre) si rivelano determinanti.

Karim è tunisino. È arrivato in Italia nel 1995 per cercare il lavoro che non trovava in patria, che potesse assicurargli un futuro più tranquillo e dignitoso. Arriva a Cagliari, dove inizia a fare il cuoco/pizzaiolo in un locale piuttosto noto della città. È bravo e volenteroso, lavora bene ed è stimato da tutti.
Anche Souad è nordafricana, marocchina però. È arrivata in Italia nel 1996 e trova anche lei lavoro a Cagliari, dove in breve tempo diventa responsabile del settore profumeria di una multinazionale, che ha un punto vendita nel centro storico di Cagliari.

Fino a questo punto, una storia comune a tanti… L’arrivo in Italia, l’integrazione tutto sommato veloce, nonostante quello che si sente sempre dire al telegiornale. Una storia di persone perbene che, dopo qualche tempo, si incontrano. Cagliari è una città, ma non così grande: Souad e Karim si incontrano nel locale dove quest’ultimo lavora e, dopo qualche tempo, aiutati anche da un retroterra culturale comune, iniziano a frequentarsi.

Sono pieni di entusiasmo e di spirito di iniziativa tanto che, dopo qualche tempo, decidono di lasciare i rispettivi lavori e di aprire assieme un take-away di pizza e kebab.
Hanno successo, e decidono di ampliare l’attività, facendola diventare un ristorante-pizzeria. Nel frattempo il loro legame si consolida sempre di più e decidono di sposarsi.; tutto sembra andare per il meglio: il locale funziona, possono vivere sereni a pagare i debiti contratti per l’apertura.
Purtroppo arrivano gli anni della crisi: come tanti altri lavoratori, sia dipendenti che autonomi, anche loro vengono colpiti duramente… I clienti diminuiscono, il lavoro cala e gli impegni da assolvere sono tanti: purtroppo l’unica soluzione è chiudere il locale, ma non è sufficiente; per sistemare tutti i debiti contratti, sono costretti anche a vendere la loro casa.
Ormai hanno perso tutto, e non riescono a trovare di nuovo lavoro in una realtà, quella sarda, che ha visto aumentare tantissimo la disoccupazione e il numero delle persone in difficoltà: decidono di trasferirsi e, nel 2014, affrontano un lungo viaggio che li porta a Vicenza.

Dopo 2 anni di sofferenze e difficoltà, grazie alla loro volontà e aiutati anche dalla Caritas, all’inizio 2016 riescono entrambi a trovare un nuovo lavoro… e col lavoro iniziano a ritrovare anche una certa serenità, la dignità perduta e la voglia di ritornare a vivere.